Il cartone ondulato è un materiale utilizzato soprattutto nel settore imballaggi. In Italia la produzione si attesta su circa sei miliardi di metro quadro di cartone che poi diventano oltre 10 miliardi di scatole per un consumo di 61 kg pro-capite. Ha tantissimi vantaggi oltre a quello di essere riciclabile e resistente.

Come si compone il cartone ondulato

Il cartone ondulato è costituito da due superfici di carta piana che vengono chiamate “copertine” (sono generalmente bianche o avana a seconda delle esigenze di stampa), e in mezzo c’è una carta ondulata. I tre strati sono legati tra loro grazie a dei collanti naturali e sono proprio questi strati a dare rigidità e resistenza al cartone e a renderlo idoneo per il confezionamento e il trasporto di merci. Esistono diverse grammature di cartone e di altezze di onde (le più usate sono quelle 2,5 – 3,5 e 1,2 mm), che danno vita a una grande varietà di combinazione. Le classi di cartone ondulato si possono dividere in:

  • mono onda o onda semplice
  • doppia onda
  • tripla onda.

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La storia e la lavorazione del cartone ondulato

Il cartone ondulato va fatto risalire intorno alla metà del 1800, quando in Inghilterra veniva utilizzato per riporre i cappelli alti. Fu poi nel 1875 che grazie al tipografo Thompson si applicò per l’uso che ne facciamo ancora oggi. Il tipografo, infatti, ebbe l’idea di incollare due copertine per ottenere una struttura cartacea più resistente, creando di fatto i primi imballaggi di carta. Ma come si ottiene una scatola da imballaggio? Prima di tutto la scatola finale ha diverse forme e misure ma per tutte la lavorazione ha gli stessi procedimenti di produzione.

Processo di maciullamento

Le fibre di legno vengono trattate e sminuzzate, si deve formare una sorta di poltiglia (processo di maciullamento). Nel processo meccanico si utilizza una pietra che viene spruzzata con dell’acqua e questo comporta una piccola perdita della lignina, una colla naturale. Nel processo chimico invece si “cucinano” i trucioli di legno con una soluzione di solfato. La poltiglia chimica trasforma la lignina in molecole idrosolubili che vengono lavate via.

Processo di battitura

La poltiglia viene poi battuta con dei frullatori in una vasca (processo di battitura). In questa fase vengono aggiunti materiali di riempimento che influiscono su colorazione e opacità del prodotto finale. Successivamente la poltiglia passa sotto a dei rulli in feltro di lana e poi dei cilindri a vapore per comprimere il prodotto e privarlo dell’acqua in eccesso.

Cartone ondulato: biodegradabilità e utilizzo

Il cartone ondulato è riciclabile e biodegradabile al 100%, per cui consente un notevole vantaggio economico ma anche di rispetto dell’ambiente perché riduce il volume di rifiuti. Generalmente si compone di un 80% di fibra che deriva dal riciclo di materiale (macero) e dal 20% di una fibra vergine. Per alcuni tipo di imballaggi non è possibile utilizzare il macero (es. imballaggi alimentari). Il cartone ondulato trasformato in imballaggio è a tutti gli effetti un contenitore robusto, ideale per proteggere i prodotti contenuti in esso e per trasportarli in totale sicurezza. Il modello più utilizzato è la scatola americana, versatile nell’uso ed economica nella produzione.

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